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Aiutiamo gli animali con la nostra tecnologia

corridoio ecologico

Aiutiamo gli animali selvatici! A casa loro, a casa nostro.. Dovunque!

Come può l’uomo riparare ai propri errori? Penso che la tecnologia, che tanto ci vantiamo di avere, possa essere utile allo scopo.

L’utilità dei corridoi ecologici per evitare l’isolamento ecologico e l’estinzione locale.

La stampa 3D per ricostruire le barriere coralline e i loro delicati equilibri.

Cosa possiamo fare nel nostro piccolo per contribuire ad una grande causa.

Ascolta “#3 – Aiutiamo gli animali a casa nostra!” su Spreaker.

(ALLERTA SPOILER)

Riassunto dell’episodio

Aiutiamo gli animali selvatici

Sappiamo fin troppo bene come l’uomo intervenga pesantemente sulla natura e sui processi ecologici. A volte questi interventi sono giustificati, perché essenziali per la sopravvivenza di alcune comunità, come quelle montane; ma altre sono guidate semplicemente dal puro profitto. Cosa possiamo fare per “rattoppare” questi buchi che creiamo nella maglia naturale?

Una delle principali causa di estinzione (locale) o della riduzione di una popolazione di animali è quella del degradamento del suo habitat, che può subire anche una contrazione se si generano delle barriere. Non dobbiamo immaginare una barriera come un muro fisico, ma come qualcosa di naturale o antropico che impedisce il passaggio! Una barriera può essere, per esempio, un fiume, una strada, una citta, una montagna… Questi impedimenti possono bloccare l’incontro di popolazioni diverse, con risultati variabili e a volte complessi che non affronteremo in questo momento. Ti basti pensare che confinando una popolazione in un area piuttosto limitata, questa può andare in contro ad un estinzione a causa della fissazione di mutazioni nocive, o perché le risorse non bastano per tutti gli individui.

Per ovviare a questo problema, in diverse parti del mondo, sono stati costruiti dei corridoi ecologici. Questi corridoio sono generalmente opere umane che permettono di collegare diverse aree verdi, garantendo così il flusso genetico. Questi lembi di terra permettono sia il passaggio di animali (di tutti i tipi!) che di specie vegetali che possono attecchire in queste zone, per poi diffondersi.

La stampa 3D in aiuto delle barriere coralline

La stampa 3D è una tecnologia sviluppata circa una decina di anni fa. Questa tecnologia consiste nell’utilizzare un file tridimensionale per produrre (stampare) un oggetto fisico, utilizzando varie tipologie di materiali. Alcuni materiali possono essere utilizzati per creare oggetti che se collocati nell’ambiente possono aiutare gli animali.

Ne è un esempio l’installazione, in diversi mari ed oceani, di strutture che aumentano l’adesione delle larve che daranno origine ai polipi dei coralli (phylum Cnidaria). La formazione delle barriere coralline favorisce anche la sopravvivenza di numerose specie, animali e vegetali che possono vivere in rapporti mutualistici tra loro, come il pesce pagliaccio e il suo anemone.

Naturalmente questi materiali devono essere certificati per risultare atossici! Anche nel nostro Paese ci sono produttori che creano filamenti con materiali atossici per creare oggetti in 3D come questi. La Tomàs3D è un azienda toscana artigiana che produce filamenti di ottima qualità da molti anni, garantendone sia la sicurezza che la qualità.

Anche nel nostro piccolo, però possiamo fare qualcosa! Possiamo creare, per esempio, dei rifugi per i pipistrelli con delle semplici assi. Ti sembra un intervento da poco? Non è proprio così, visto che i pipistrelli sono dei bioindicatori fenomenali, cioè permettono di valutare le condizioni di salute, in termini di inquinamento e di quantità di specie presenti, di una determinata area.