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Il Tool Using negli Orsi è Possibile? – Trascrizione

orso polare hellabrunn

Siamo in Groellandia per filmare uno spettacolo straordinario. Ci giungono voci che gli orsi polari hanno iniziato ad attaccare i centri abitati dei cacciatori locali con gigantesche lastre di ghiaccio. Ecco, aspettate, guardate là su, proprio sopra di noi. Ma cosa.. No, scappa scappa.. (Introduzione della puntata sul tool using negli orsi polari)

Il tool use, cioè l’abilità di utilizzare gli oggetti, è un argomento a me caro visto è stato il focus della mia tesi di laura magistrale! Bellissimo è, ma molto complesso, già  partire dalla definizione. L’utilizzo di un oggetto preso dall’ambiente per modificare forma, posizione e condizione di un altro oggetto, dell’oggetto stesso o di un organismo. Qui avrei già diverse cose da dire, ma lasciamo perdere. Il punto è che viene utilizzato un oggetto per fare qualcosa, che sia un bacco di legno o un sasso. Una roccia per esempio usata per rompere una nocciolina, o per schiacciare la testa di qualche tricheco!

Macabro eh, ma sentite questa. Un paper del 2021 di Stirling e colleghi descrive osservazioni dirette di cacciatori nordici e racconti locali e folkloristici che racconterebbero di come gli orsi polari (Ursus maritimus) siano in grado di prendere gigantesche lastre di ghiaccio e scaraventarle su ignari trichechi sonnolenti, spaccandogli la scatola cranica! -Ok, ma allora perché non sentiamo di troop televisive scomparse o trovate morte tra i ghiacci con la testa spappolata? Gli orsi potrebbero sfruttare questa abilità per rubargli leccornie e sfamarsi. Che la lobby mondiale dei corvi stia nascondendo tutto per creare una nuova armata di orsi polari lanciatori?

Traditional Ecological Knowledge

I racconti sono tanti ma dove finisce il mito ed inizia la verità? Questo è il principale problema, ma anche l’elemento più affascinante della TEK, traditional ecological knowledge, definita come quella moltitudine di informazioni, pratiche e credenze evolute e trasmesse generazione dopo generazione dal punto di vista cultura, che riguardano la relazione tra gli organismi viventi e il loro ambiente. Insomma un mappazzone alla Bruno Barbieri di cose e nozioni naturali che una volta mischiate effettivamente hanno un senso, bisogna distinguere però gli elementi veri da quelli immaginari! Resta comunque una figata.

Torniamo ai nostri orsi polari assassini. I racconti di questo comportamento si diffondono come a macchia d’olio in Groellandia e Canada. In quest’ultimo luogo più precisamente nel Nunavut, i cacciatori Inuit sopravvivono ancora oggi in questo territorio ostile grazie alla caccia, soprattutto di foche e trichechi. Un sostentamento distrutto e messo a rischio dalla campagna di Greenpeace contro questo tipo di caccia. Sono seguite scuse ufficiali del portavoce di Greenpeace Canada, ma la modernità ha cambiato notevolmente lo stile di vita di questo popolo, ma non il loro bisogno di cacciare questi animali, in poche parole non è cambiata la loro fame.  

I narratori di questi racconti sono sempre cacciatori descrivono la storia con una dinamica molto simile, generalizzabile con: l’orso si posiziona in un punto strategico, prende una lastra di ghiaccio e la scaraventa sulla vittima. La domanda sorge spontanea: La struttura generale è la stessa perché effettivamente l’orso lo sa fare, o perché è una leggenda che ha interessato un popolo in cui la cultura tradizionale è fortemente trasmessa oralmente? Siamo qui per scoprirlo.

Perché un orso dovrebbe usare una strategia così tanto complessa per cacciare dei trichechi? Le vittime non sono proprio gazzelline indifese! Dalla loro parte hanno un’arma micidiale, le zanne, che insieme ad un peso che va oltre i 500 Kg, possono creare danni seri ad un predatore. Ma non è finita qui, infatti hanno uno strato adiposo estremamente denso e spesso… Soprattutto nella zona del collo e della testa. Eccalà che l’utilizzo di una roccia per stordire o uccidere questi animali acquista un senso! Il singolo morso di un orso polare sarebbe inefficace su un individuo vitale, perché i lunghi e forti canini penetrerebbero difficilmente nello strato adiposo. Quindi questo tool using negli orsi polari ha una valenza predatoria.

Per quanto questo comportamento ci appaia logicamente funzionale per cacciare prede di grosse dimensioni, non ci risulta che gli orsi polari siano degli abili lanciatori di pietra o di ghiaccio di professione. Si, perché gli Inuit raccontano proprio di orsi che prendono un lastrone di ghiaccio, e su due zampe caricano l’azione per dare al blocco più velocità, e quindi più forza d’impatto. Una sequenza di azioni semplici ma che necessità della capacità di formulare pensieri complessi, cioè la base del tool using.

Il Tool Using negli Orsi

Ero entrato nella mia bolla della riflessione, scusate! =) Tornando a noi, gli orsi sono capaci di fare queste cose? Test e osservazioni in cattività sembrerebbero confermare queste capacità! Un esperimento del 2007 di Waroff e colleghi ha dimostrato come diversi orsi bruni (Ursus arctos) siano in grado di usare oggetti diversi per accedere a fonti di cibo, E PRESENTAVANO PREFERENZE SOGGETTIVE SIA NELLA SCELTA DELL’OGGETTO CHE NELLA TECNICA DI RAGGIUNGIMENTO AL CIBO. L’azione ricorda molto l’apprendimento per insight dello scimpanzé di Kohler. Ma va riconosciuta una cosa, tutti quelli che hanno esibito il comportamento sono nati e cresciuti in cattività.

Abbiamo un altro caso, questo diventato famoso e che ha permesso studi a lungo termine, allo zoo di Osaka, Giappone, in cui un giovane orso polare GoGo mostrava una straordinaria creatività nel raggiungere fonti di cibo altrimenti irraggiungibili. Era nato tutto come sistema per evitare che l’animale di annoiasse e generasse comportamenti stereotipati. Posizionando grossi pezzi di carne a circa 3 metri di altezza, i keepers erano convinti di intrattenere l’orso. E fu davvero così! Dopo una serie di prove ed errori, iniziò ad usare pezzi di tubo, rami ed assi per far cadere il cibo sospeso. Nel tempo (si parla di circa 10 anni) il ritardo di apprendimento per utilizzare nuove forme e nuovi oggetti diminuì drasticamente.

Un’ultima osservazione deriva dalla mia esperienza personale, in cui ho assistito ad un vero e proprio gioco con oggetto di un orso polare. Allo zoo di Hellabrunn a Monaco di Baviera, l’habitat dell’orso conteneva pezzi di tubo, probabilmente lasciati li appositamente per creare l’arricchimento ambientale. L’orso prendeva questo oggetto e lo spingeva sul fondale, per poi prenderlo con ferocia quando ritornava a galla. Altrimenti si divertiva a lanciarlo in aria per prenderlo al volo e dargli un bel morso. Tranquilli, ho fatto delle foto e ve le metterò su Instagram. Comunque è un esempio che mi fece capire fin da subito la loro capacità di immaginazione, essenziale per comportamenti di tool using negli orsi, come in tutti gli altri animali.

Rimaniamo nel limbo tra la verità e la leggenda. A mio avviso questi animali sono seriamente capaci di eseguire un comportamento di caccia così complesso, ma l’evento è talmente raro che è quasi impossibile che venga tramandato culturalmente alla prole. Soprattutto perché questo tipo di caccia richiede tempo e soprattutto un gran bella botta di culo. L’opportunità di fare questo tipo ti esperienze risulta essenziale per la produzione ed evoluzione di comportamenti che coinvolgono oggetti, come il tool use.

Referenze

Stirling I. e colleghi. “Do Wild Polar Bears (Ursus maritimus) Use Tools When Hunting Walruses (Odobenus rosmarus)?”, 2020. Artic.


Episodio “Orsi Polari che Uccidono Lanciando Cose – Etologia & Cultura S.1” disponibile su SPOTIFY

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