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Prepararsi all’Inverno: Guida alla sopravvivenza!

    Prepararsi all’Inverno” è un episodio disponibile sia in formato video che audio


    Quanto odio l’inverno! Mi devo sbattere per sfruttare le pochissime risorse disponibili che manco bastano per farci una bruschetta! Quando il gelo uccide l’erbetta morbidella e le piogge rendono quasi inutilizzabile il terreno, è meglio prepararsi con strategie ad-hoc. Ti vedo già spaventato, ma tranquillo, questa volta non è nostra intenzione intrattenerti. Da vero orso bruno vorrai capire come accumulare grasso nei tessuti; o da vero scoiattolo vorrai certamente imparare l’arte della truffa. Ti spiegheremo come sopravvivere per arrivare alla primavera: la staggggione dell’ammmmore.

    Sfrutta le poche risorse disponibili

    Sei un po’ pantofolaio e non hai voglio di faticare una volta che il bel tempo asciugherà il tuo setoso manto? Abbiamo la strategia giusta per te! Il pacchetto SFRUTTA L’AMBIENTE E IL TUO VICINO fa proprio al caso tuo! Hai mai pensato di conservare le tue risorse in luoghi sicuri? Lo so, è una genialata e non ci saresti mai arrivato, ma noi di Impronta Animale siamo qui per svelarti questa strategia innovativa! Il comportamento in questione si chiama caching e consiste nel scegliere diversi punti strategici dove nascondere il tuo prezioso bottino, ricordarsi dove l’hai sotterrato e appanzarti in primavera con quello che trovi! No, non ho sbagliato dicendo “quello che trovi”, perché purtroppo qualche nascondiglio te lo dimenticherai, non sei mica Andrea Muzii! Ma lo puoi diventare con questa guida alla sopravvivenza “Prepararsi all’Inverno”!

    Considera che la nocciolaia (Nucifraga caryocatactes) ha una precisione che va dal 40 al 90%, ma un tasso di riuscita che oscilla tra il 35 e l’88%! Anche gli scoiattoli non sono da meno e sono degli ottimi pirati: sai, tesori, seppellire, pirati (No eh?) .. Molte specie, tra cui lo scoiattolo rosso, il grigio e il volpe, quando arriva questa stagione sfavorevole sfondano le coriacee pigne e prendono avidamente il loro contenuto. Semi, che lo scoiattolo potrebbe semplicemente aprire ed ingoiare, ma non ti devi confondere con il gregge. Pensa in grande, pensa al futuro, e decidi di seppellirli in alcuni punti specifici. Questa dispersione dovrebbe essere sempre  maggiore se la risorsa è precedentemente concentrata in un piccola area!

    Filippo con guida inverno

    Sfrutta anche il tuo vicino!

    Ti starai chiedendo il perché di tutto questo sbattimento. Non sarebbe più semplice prendere la risorsa e concentrarla in un punto per non perderla. Perché non ci abbiamo pensato prima? Ah giusto, perché altrimenti saremmo morti di inedia! Ma se vuoi insegnarci il nostro lavoro fai pure è..

    Raggruppare le risorse significa esporle ad un rischio di furto elevatissimo. Occhi indiscreti possono spiarti da lontano, aspettare il momento giusto e rubarti TUTTO! Hai capito bene, tutto! E tu non sei un tipo che si fa truffare, sei un tipo sveglio e vorrai sicuramente acquistare anche il nostro piano Pro anti-Noob! Ma.. Ti diamo un consiglio bonus.. Un consiglio per prepararsi all’inverno GRATIS! Un paio di quegli occhi possono essere proprio i tuoi… Lo trattiamo perché l’articolo 10 della Carta dei Diritti Fondamentali dell’EU garantisce la libertà di conoscenza, ma poi ognuno è responsabile di quello che fa! Eh.. 

    Anche se sei bravo a nascondere le cose, nulla ti vieta di essere anche un bravo Sciurus ladro e approfittarti del lavoro duro di altri tuoi coetanei! Considera però che un bravo nasconditore ha imparato a coltivare l’arte dell’inganno. Infatti, non tutti i nascondigli contengono l’agognato tesoro, e mentre tu perdi tempo e le tue energie si consumano, il legittimo proprietario, con in bocca la risorsa se ne va beffardo!

    Prepararsi all’inverno comodamente

    Raccogliere risorse e conservarle in diverse dispense è troppo faticoso? Trovi difficile ricordare tutti gli anfratti dove hai nascosto ghiande e nocciole? Tranquillo, ho proprio quello che ti serve. La soluzione a tutti i tuoi problemi è… dormire! E no, non sto parlando di una semplice siesta pomeridiana, ma di un sonno ibernante, profondo, totale.
    Chi dorme non piglia pesci, eh? Eppure secondo uno studio pubblicato su The American Naturalist le specie che adottano la strategia “Sleep or Hide” e quindi che si ibernano e dormono o comunque si nascondono e spendono poche energie, tenderebbero ad essere meno soggette ad estinguersi.
    Per caso avete intenzione di estinguervi? No? E allora non date retta a Filippo! Preparate una tisana, procuratevi una coperta e seguitemi, perché è possibile prepararsi all’inverno in tutta tranquillità!

    Ascolta “Prepararsi all'Inverno: Guida alla Sopravvivenza – Ecologia S.1” su Spreaker.

    Il letargo o ibernazione non sarebbe altro che un rallentamento delle attività metaboliche di un organismo. In realtà è un termine mooolto generico che comprende diverse strategie fisiologiche o comportamentali di tantissimi gruppi di animali. Per capirci, è ovvio che il letargo di un mammifero sarà diverso da quello di una chiocciola!
    Prima di cadere in catalessi come me non appena poggio la testa sul cuscino nonostante siano solo le 9 di sera, dovreste infatti chiedervi se siete animali ectotermi o endotermi.

    Soluzioni per gli ectodermi

    Gli ectotermi sono tutti quegli animali la cui temperatura corporea dipende dall’ambiente, come insetti, molluschi, anfibi, rettili e pesci. In questo caso sarà proprio la temperatura esterna a fare il lavoro per voi, per cui se vi sentite intorpiditi mentre il termometro continua a scendere non abbiate paura, state per entrare in ibernazione e tornerete freschi freschi in primavera.

    Soluzioni per gli endodermi

    Se invece la vostra temperatura corporea è quasi sempre costante, come nel caso di mammiferi e uccelli, allora appartenete alla categoria degli endotermi.
    In questo caso avete tre opzioni: la prima è affrontare l’inverno così come viene, gli altri membri del branco diranno che siete dei vichinghi nati ma avrete lo sbattimento di cercare costantemente da mangiare, qualsiasi sia il meteo e la temperatura e dovendo competere con altri vostri simili e specie che hanno scelto la stessa strada. In confronto vi assicuro che cercare un regalo per vostro cugino alla vigilia di natale in pieno centro urbano sembra una passeggiata. 

    La seconda opzione è quella di nascondere il cibo raccolto durante la bella stagione e cercare un riparo nelle vicinanze dove passare l’inverno, al riparo. Se non avete seguito i consigli del macaco prima di me, vi consiglio di recuperarlo.

    La terza opzione è la mia preferita in assoluto: l’Ibernazione profonda. Per attuarla, la prima cosa da fare è ingrassare. Fatelo in grande, fino a farvi venire i rotolini sui gomiti e poi, con l’abbassamento delle temperature, andate in ibernazione profonda. Questo è una sorta di stato comatoso di vita latente in cui il vostro corpo rallenta TUTTE le attività metaboliche, compreso il battito cardiaco. La vostra temperatura corporea scende a dismisura, in alcune specie si parla persino di scendere sotto lo zero, e il grasso che avete accumulato durante pasquetta alimenterà il vostro corpo per tutto l’inverno.
    Nelle marmotte ad esempio si ha una riduzione della temperatura corporea che va dai 35 ai 5 gradi centigradi, mentre i battiti cardiaci vanno dai 135 ai 15 al minuto. In Italia, altri animali che vanno in ibernazione profonda sono il ghiro, il moscardino, lo scoiattolo rosso, i pipistrelli, il riccio e il tasso.

    Ciò che contraddistingue questo stato è il fatto che il metabolismo di tanto in tanto riprende per brevissimi periodi, accompagnato da rialzi della temperatura corporea cadenzati e sempre più frequenti man mano che la temperatura ambientale torna a salire con l’arrivo della primavera. Queste “riprese” sono guidate da meccanismi fisiologici complessi, cosa che non esiste invece nell’ibernazione degli animali ectotermi, dove invece il corpo rallenta semplicemente il metabolismo e lo scambio di ossigeno tra i tessuti e l’ambiente.

    Ovvio che qui non si parla più di un pisolino sotto le coperte, ma è pur sempre una strategia ottima se volete darvi alla pazza gioia durante la primavera e non temete la prova costume d’estate, tanto poi l’anno dopo siete di nuovo punto e a capo.

    Momento serietà

    Concedeteci adesso un attimo di serietà per discutere su come gli animali si possono preparare all’inverno, e quali sono le conseguenze.
    L’ibernazione profonda è un processo fisiologico tutt’ora studiato e che interessa molto l’uomo, e se siete appassionati del genere sci-fi potreste afferrarne subito il motivo. In effetti verrebbe da chiedersi come mai, a conti fatti, non tutti i mammiferi vadano in ibernazione.

    Il motivo è che questo processo richiede adattamenti fisiologici non da poco, e rallentare il metabolismo del 90% non è roba da poco. Inoltre, la taglia dell’animale in questione gioca un ruolo cruciale, perché più si è grandi e più è difficile accumulare grasso corporeo. Non a caso gli scoiattoli e i pipistrelli vanno in ibernazione profonda, mentre animali più grossi come gli orsi scendono in uno stato di torpore che fisiologicamente somiglia molto al “normale” sonno.

    La funzione delle specie raccoglitrici è tutt’altro che banale. Grazie ai semi lasciati lì per errore o meno, il ciclo vegetale può riprendere al momento più favorevole. In primavera nuove piante nascono da questi semi traboccanti di vita e gli erbivori possono tornare a cibarsi delle foglioline e dei fusti tenerelli! Uno studio ha dimostrato come anche la presenza dei predatori facilitino questa dispersione. L’uccisione di un raccoglitore può lasciare i semi depositati incustoditi per tutta la stagione, favorendo l’espansione vegetale.


    Referenze:

    • Colombo D. et al.“Egocentric and allocentric spatial reference frames in aging: A systematic review”, 2017.
    • Balda R. P. “Recovery of Cached Seeds by a Captive Nucifraga caryocatactes”, 1980.
    • Steele M. A. et al. “Cache placement, pilfering, and a recovery advantage in a seed-dispersing rodent: Could predation of scatter hoarders contribute to seedling establishment?”, 2011.
    • Delgado M. M. et al. “Caching for where and what: evidence for a mnemonic strategy in a scatter-hoarder”, 2017.
    • Jan Nedergaard et al. “Mammalian Hibernation [and Discussion]”, 1990.
    • Lee Hsiang Liow et al. “Lower Extinction Risk in Sleep‐or‐Hide Mammals”, 2009.

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